ANDRÀ TUTTO BENE? PER NIENTE

DI NELLO BALZANO

Se non si impone il salario minimo per TUTTI i lavoratori la regolarizzazione dei braccianti agricoli immigrati diventa legalizzazione della schiavitù.
Se a questo si contesta l’aumento dei prodotti al consumatore, si dovrà rispondere con il taglio delle filiere da produttore a banco e meno sprechi.
Perché l’economia basata sulla quantità è ciò che ha distrutto ogni possibilità di migliorare le condizioni e la salute della gente, compreso in campo agricolo, dove per aumentare la quantità, si abusa dei rimedi chimici nocivi per l’ecosistema e per la stessa alimentazione.
Tutto questo vale anche per la produzione di beni, qualità con meno utilizzo delle materie prime, soprattutto plastiche non riciclabili, ricerca per aumentarne la durata.
La crisi ha evidenziato queste problematiche, l’Occidente che ha delegato la produzione di beni spesso superflui e poco durevoli all’Oriente, così da abbassare il livello di lavoro primario, quello agricolo e produttivo industriale, al 40% e dedicare a buona parte del restante le attività dei servizi per importazione, distribuzione e commercio, spesso con attività precarie e poco retribuite.
È infatti bastato fermare per forza di cose la produzione, per vedere crollare l’intero sistema economico.
Oggi se vogliamo possiamo anche continuare a dibattere su chi è bravo perché minaccia le dimissioni, una parentesi, il problema delle regolarizzazioni dei migranti c’era anche prima della pandemia, quindi trovo alquanto strumentale la posizione della ministro Bellanova che si è svegliata adesso dopo 8 mesi di governo, e chi è favorevole o contrario di questo o quel partito.
Fino a quando non si comprenderà che non è il chi, ma il come e cosa che contano non se ne esce.
Vediamo anche in termini scientifici quante energie sprecate per il futile, mentre in campo medico solo adesso ci si è reso conto di quanto bisogna invece investire in potenzialità umane e risorse.
Andrà tutto bene, una fava.